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Categoria: Approfondimenti

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Che colore hanno i denti?

Non esiste una vera risposta a questa domanda, o meglio: non è sicuramente “bianco”! Esiste una vera e propria scala di colori che suddivide i colori dei denti in quattro tonalità di base:

  • A: marrone-rossiccio
  • B: giallo rossiccio
  • C: grigio
  • D: grigio rossiccio

Ogni gamma di colore è suddivisa in numerosi e dettagliati livelli d’intensità che consentono praticamente a chiunque di individuare l’esatto colore dei propri denti.

Come fare a capire quindi se i nostri denti hanno bisogno di essere sbiancati?

È una scelta personale, ma sicuramente il consiglio del dentista o dell’igienista dentale possono aiutarvi nel fare chiarezza e prendere una decisione.
Non esiste un modo corretto e uno scorretto per sbiancare i denti: ci sono pazienti che vogliono uno sbiancamento più decisivo e immediato e scelgono quindi un trattamento professionale. Altri pazienti invece si accontentano di uno sbiancamento più superficiale realizzabile con dentifrici.

Il risultato finale dipende dal colore naturale dei denti, dalla resistenza di eventuali macchie presenti e dal trattamento scelto.
Ricordate che due-tre tonalità possono già comportare una notevole differenza nel sorriso di chiunque.

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Sbiancamento denti

Ognuno di noi ha un proprio colore di dentatura, alcune persone nascono con denti più gialli di altre o hanno denti che tendono ad ingiallire col passare del tempo.

Il naturale colore bianco dei denti può essere intaccato da molti fattori. Le macchie superficiali possono essere causate dall’uso di tabacco, sia fumato che masticato; dal consumo di caffè, tè e vino rosso, dall’assunzione di cibo fortemente pigmentato come ciliegie e mirtilli o da un accumulo di tartaro sui denti.
Le macchie intrinseche cioè interne al dente invece possono essere causate dall’utilizzo di medicinali come le tetracicline durante la formazione dei denti o da traumi dentali, con la conseguente colorazione grigia o marrone.

In tutti i casi è necessario rivolgersi al dentista e all’igienista dentale per una corretta valutazione del caso.
Una pulizia professionale aiuta sicuramente a rimuovere gran parte delle macchie esterne provocate da tabacco e cibo; anche l’uso di dentifrici sbiancanti può aiutare a rimuovere le macchie più superficiali a costi contenuti.

Spesso però bisogna ricorrere ad uno sbiancamento professionale. Vediamone insieme le varie tipologie:

  • Sbiancamento professionale: modifica il colore del dente tramite un processo chiamato ossidazione. Tutto ciò che viene introdotto nella bocca durante i pasti può depositarsi all’interno dello smalto, andando a rendere i denti più scuri. Gli agenti ossidanti contengono un principio attivo (perossido d’idrogeno o di carbammide) che va ad ossidare questi pigmenti, riportando il dente al colore originale e rendendolo più brillante. Esistono due tipi di sbiancamento professionale: quello effettuato in studio che dona risultati immediati, ma dopo circa un anno di normale assunzione di cibi e bevande i denti tendono a scurirsi e a macchiarsi; consiste nell’applicazione di un agente ossidante per una durata di 10/20 minuti, che viene poi rimosso e riapplicato fino a 3 volte in una seduta. Nel caso di trattamento domiciliare viene creata una mascherina modellata sull’impronta della vostra arcata, che in genere va indossata per alcune ora del giorno o durante la notte per circa 2 settimane. Non appena il colore dovesse opacizzarsi nuovamente, basterà ripetere l’applicazione per soli alcuni giorni per renderlo ancora brillante.
  • Sbiancamento non professionale con prodotti che si trovano in commercio: funzionano con l’azione fisica e chimica che aiuta a rimuovere solo macchie superficiali. Tutti i dentifrici esercitano una leggera azione abrasiva, ma quelli sbiancanti anche un’ulteriore azione smacchiante.

Non bisogna dimenticare che ogni paziente risponde in modo diverso alle procedure di sbiancamento: alcuni solo con l’utilizzo di dentifrici sbiancanti ottengono un risultato soddisfacente, altri invece devono rivolgersi allo sbiancamento professionale per eliminare fastidiose macchie e colorazione grigiastra.
Solo il dentista o l’igienista dentale sono in grado di individuare il trattamento più indicato alle vostre esigenze.

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Salute orale negli anziani

La salute orale negli anziani mira a far mantenere la propria dentatura naturale, anche per una vita intera, se si rispettano le adeguate norme d’igiene orale e visite dal dentista.

Ci sono sicuramente dei fattori che influenzano il cavo orale del paziente anziano, quali l’assunzione di medicine o riguardare le condizioni generali di salute della bocca.

Non infrequenti sono le carie della dentina, evitabili con igiene orale e visite periodiche di controllo.

Anche l’ipersensibilità dentinale è frequente: le gengive tendono col tempo a retrarsi e a esporre porzioni di dente non protette dallo smalto, rendendole sensibili a bevande fredde o calde. In questi casi è consigliabile utilizzare dentifrici per denti sensibili e rivolgersi al dentista poiché a volte l’ipersensibilità è conseguenza di una carie o di un dente fratturato.

Le persone anziane soffrono molto anche di secchezza delle fauci o xerostomia, data da patologie di base o dall’assunzione di alcuni farmaci.

Sicuramente consigliabile un’accurata pulizia e conservazione delle dentiere: affidatevi ai consigli del dentista e rivolgetevi al Centro Medico per ogni problema, prenotando almeno un controllo annuale.

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Piercing orali e grill dentali: controindicazioni

Piercing orali e grill dentali sono le ultime tendenze in fatto di accessori dentali. Ma sono sicuri?!

Per piercing orale s’intende qualsiasi tipo di perforazione di una struttura della bocca con l’inserimento di un oggetto.
Differentemente dai piercing ai lobi delle orecchie, i piercing orali proprio per la loro sede possono provocare alcuni danni. In primo luogo: guancia, labbra, lingua…sono zone anatomiche in cui passano vasi e nervi!!! Bucarle non è affatto competenza di nessuna figura lavorativa che non sia un chirurgo, il rischio di emorragia anche forte è elevatissimo!!!
Per non parlare del gonfiore e del dolore che può essere provocato o delle infezioni che possono svilupparsi sia nel momento dell’inserimento sia una volta lo si porti in bocca. Inoltre può scheggiare i denti o creparli, danneggiare denti precedentemente trattati.

Stesse problematiche valgono per i grill dentali, che fortunatamente non sono così diffusi: sono rivestimenti decorativi per denti realizzati in metallo o arricchiti con pietre preziose; sono mobili e si applicano ai denti anteriori. A parte le problematiche d’igiene orale e di pulizia e conservazione di questi oggetti, riuscite ad immaginare i danni che possono provocare ai denti? Abrasione, recessione gengivale, decolorazione e scheggiatura dei denti.

Considerando che sono oggetti indossati per un gusto estetico si direbbe che possono portare a conseguenze tutt’altro che gradevoli!

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Igiene orale negli adolescenti

Il modo migliore per favorire l’igiene orale negli adolescenti è educarli fin da piccoli a rispettare sé stessi con una corretta igiene orale. Nel caso in cui il ragazzo porti un apparecchio ortodontico poi è fondamentale seguire le seguenti buone abitudini:

  • spazzolare i denti dopo ogni pasto e spuntino;
  • usare il filo interdentale per rimuovere placca che si accumula tra i denti e nel margine gengivale. Se la placca non viene rimossa adeguatamente si indurisce diventando tartaro che solo una pulizia professionale può eliminare;
  • limitare l’assunzione di cibi zuccherati;
  • andare dal dentista e dall’igienista dentale con regolarità.

Ma quali sono le problematiche di cui il ragazzo dovrebbe essere a conoscenza? Essere informati correttamente aiuta ad agire meglio!

  • Problemi ortodontici: indossare l’apparecchio è fastidioso a volte ma l’igiene orale va cercata di mantenere il più possibile ad ottimi livelli per non cadere in brutte sorprese alla rimozione dell’apparecchio. Ricordatevi che non esistono danni causati dall’apparecchio sui denti, bensì solo i danni causati da una scorretta pulizia durante la cura ortodontica;
  • Il paradenti se siete degli sportivi: indossarlo è importante! Un trauma dentario può causare danni estetici e funzionali importanti!
  • Nutrizione: ha un ruolo fondamentale per la salute dei denti. Zuccheri e amidi favoriscono la formazione di placca, principale causa di carie e disturbi gengivali, che possono provocare anche alitosi.
  • Fumo: macchia i denti, gengive e contribuisce ad alimentare l’alito cattivo.
  • Piercing orale: nonostante la popolarità di questo oggetto, è molto dannoso. Può portare allo sviluppo d’infezioni, emorragie, senza considerare il pericolo di ingoiarlo. Inoltre durante la masticazione e la fonazione continua a rovinare i denti contro cui va ad appoggiarsi.
  • Disordini alimentari: sia la bulimia (disturbo alimentare che porta ad un aumento della fame, seguito da vomito compulsivo) che l’anoressia (mancanza patologica di appetito) sono disordini che possono causare danni anche a livello orale. Infatti il contatto diretto con gli acidi gastrici del vomito possono causare danneggiamento dello smalto graduale fino ad uno stadio irreversibile, con una vera e propria erosione dentale. Il dentista può sicuramente aiutarvi per ciò di cui è sua competenza, e cioè su come proteggere il più possibile i denti.

Quindi ragazzi siate in gamba e se avete qualsiasi dubbio non esitate a chiederci consigli!!

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Paradenti e protezioni sportive

Il paradenti è un oggetto fondamentale per l’attività di ogni atleta che pratichi uno sport che preveda cadute, contatto fisico e impatti, come il basket, il rugby, football americano, baseball, calcio, hockey, pattinaggio, ginnastica, mountain bike…
I traumi dentari e lesioni in bocca in seguito ad attività sportiva sono frequentissimi. I tipi di lesioni che si verificano senza l’utilizzo di un paradenti di protezione includono denti rotti o scheggiati, corone o ponti incrinati, danneggiamento delle radici dei denti, ferite lacero contuse provocate da denti rotti taglienti.

Le tipologie di paradenti sono varie. Solitamente coprono i denti superiori; se l’atleta porta un apparecchio dentale fisso il dentista può suggerire la protezione anche per l’arcata inferiore.
Indipendentemente dal tipo scelto, il paradenti deve essere flessibile, resistente all’usura e comodo: deve permettere di respirare bene dalla bocca.
Le tre tipologie più comuni sono:

  • paradenti fatto su misura: ideato e realizzato singolarmente per ogni paziente; è la soluzione migliore perché unisce tutte le giuste caratteristiche che deve possedere un buon prodotto: comodità in bocca senza rinunciare alla sicurezza di un’adeguata protezione, comodità nella pulizia e maggiore durata nel tempo;
  • paradenti modellabile: è un paradenti preformato che si modella nell’acqua calda e adattato alla dentatura. È in vendita presso i negozi di articoli sportivi. Ovviamente con tutti i limiti del caso: scarsa aderenza sui denti che può portare ad irritazioni, e può essere scomodo durante l’attività fisica, dando ingombro in bocca e impedendo la respirazione, incentivando molti atleti a non indossarlo;
  • paradenti pronto all’uso: poco costoso e già modellato su una dentatura ideale che raramente coincide con quella di ognuno, ingombrante e non duraturo.

Una volta realizzato il vostro paradenti dovrete imparare a prendervene cura: dovrebbe essere indossato solo durante l’attività fisica, evitando di masticarlo; una volta terminata l’attività dovrebbe essere accuratamente lavato sotto l’acqua corrente e spazzolato con un comune spazzolino da denti, asciugato e riposto in un contenitore pulito fino all’utilizzo successivo.
Il dentista dovrà assicurarsi che non abbia bordi taglienti e che aderisca perfettamente alla dentatura; dopo l’utilizzo controllate sempre che non sia danneggiato.

Se correttamente utilizzato il paradenti ha una durata variabile a seconda della tipologia scelta: andrebbe sostituito dopo ogni stagione, poiché l’usura potrebbe comprometterne la efficacia. Soprattutto per gli adolescenti è particolarmente importante sostituirlo spesso perché la bocca continua a crescere e la dentatura a cambiare.

Chiedete informazioni al Centro Medico Di Blasio: indossare il paradenti è fondamentale per tutti gli atleti, sia bambini sia adulti.

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Bocca asciutta, capirne le cause

Se notate di avere sempre la bocca asciutta potrebbe esserci qualcosa che non va. La cosiddetta “secchezza delle fauci” è un problema, ve ne potete accorgere quando sentite di non avere la saliva sufficiente per mantenere la bocca umida. Ovviamente vi sono occasioni in cui tutti abbiamo provato tale sensazione. Basti pensare a un esame a scuola, quando si parla emozionati davanti ad un pubblico o ad una persona speciale.

Ma se questa sensazione compare un po’ troppo spesso o in modo cronico potrebbe valer la pena di parlarne col dentista, poiché potrebbe essere sintomo di una riduzione di saliva.

La saliva gioca un ruolo determinante all’interno del nostro cavo orale:

  • aiuta nella digestione del cibo
  • protegge i denti dal deterioramento
  • previene infezioni combattendo con i suoi enzimi contro i batteri
  • rende possibile la masticazione e la deglutizione

Avere poca saliva è un problema serio! Vi sono varie cause in gioco: il fumo non aiuta, come sempre! Molti fumatori di pipa, sigaro e sigarette soffrono di secchezza delle fauci.
La menopausa gioca un ruolo importante per le donne: il cambiamento del livello di ormoni influisce sulle ghiandole salivari, che producono meno saliva.
Alcuni farmaci hanno come effetto collaterale la riduzione di saliva, così come la chemioterapia e la radioterapia.

L’unico modo per risolvere questo problema è individuarne la giusta causa.
Se la causa non può essere eliminata, alcuni accorgimenti possono essere d’aiuto per alleviarne i sintomi: sorseggiare spesso acqua o bevande prive di zuccheri; evitare bevande contenenti caffeina, consumare gomme da masticare per cercare di stimolare le ghiandole salivari alla produzione di saliva, cercare di ridurre il fumo.

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Alitosi, quali sono le cause?

La maggior parte delle persone affette da alitosi non ne è consapevole ma è un problema sociale diffuso. La scarsa igiene orale è la causa più comune: l’uso incongruo dello spazzolino, così come del filo interdentale, non assicura al cavo orale la giusta pulizia.
Soprattutto la sera: batteri e placca rimangono in bocca e di notte, complice la riduzione di saliva, acidi e avanzi di cibo ristagnano nel cavo orale emanando cattivo odore.

In questi casi effettuare una corretta e costante igiene orale risolve il problema.

A volte può esser dovuta a diete particolari, ricche di cibi quali spezie, aglio e cipolla. Se pensate che l’alitosi possa esser dovuta a questo, tenete nota di quello che mangiate per capire quale alimento nello specifico vi arrechi il problema.

Anche la scarsa pulizia di dentiere può portare a questa problematica, così come la secchezza delle fauci (riduzione di produzione di saliva), o se siete affetti anche da sinusite, faringite o tonsillite criptica.

Chiedete appuntamento al dentista saprà darvi il consiglio più corretto per porre fine a questo sgradevole problema.

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Denti sensibili: cause della sensibilità dentale

Che dolore quando i denti diventano sensibili: bere un tè caldo o un bicchiere d’acqua fredda può diventare un vero e proprio problema! Perchè succede?
La sensibilità dentale è dovuta all’esposizione della dentina, un tessuto che fa parte del dente, causata dalla perdita di smalto o da recessione della gengiva.
I cambiamenti di temperatura o determinati cibi (acidi o dolci) possono provocare dolore vivo a più denti, che scompare in genere in poco tempo.
La dentina contiene numerosi canali o tubuli che dall’esterno si dirigono dentro al dente fino alle terminazioni nervose presenti nella zona centrale; quando la dentina rimane esposta, i cambiamenti di temperatura o determinati cibi inducono una variazione del liquido all’interno del tubulo che a sua volta stimola le terminazioni nervose responsabili del dolore.

Prima di tutto: visita dal dentista.

Infatti non c’è una sola causa all’aumento di sensibilità di un dente e il dentista è l’unico che può fare una corretta diagnosi e aiutarvi a porre un rimedio.
Se la sensibilità è dovuta all’esposizione della dentina, esistono numerosi trattamenti professionali e domiciliari: il dentista può applicarvi una vernice al floruro sulle zone esposte per rafforzare smalto e dentina, o applicare gel al floruro tramite un supporto da tenere in bocca per 3-5 minuti; a casa potete effettuare l’igiene orale con delicatezza e usando dentifrici appositi per denti sensibili.

Il fattore scatenante potrebbe essere non dovuto all’esposizione della dentina, ma anche ad una carie o ad un disturbo gengivale.
Un trattamento adeguato di entrambe le situazioni porterà ad un miglioramento della sintomatologia.

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Primo soccorso odontoiatrico a casa: come comportarsi

Probabilmente avete un kit di primo soccorso in casa per trattare le piccole ferite o contusioni, ma siete pronti ad affrontare un’emergenza dentale?

Vediamo insieme il primo soccorso odontoiatrico a casa e come comportarsi in caso di:

Mal di denti: effettuare igiene orale con spazzolino e filo interdentale per rimuovere eventuali residui di cibo tra i denti; sciacquare la bocca con acqua tiepida. Se siete in presenza di gonfiore, fate un impacco freddo o di ghiaccio dall’esterno della bocca, ripetendolo ogni 20 minuti e contattate il dentista.

Materiale incastrato tra i denti: sembra una banalità ma molte persone sono portate a cercare di liberarsene usando oggetti appunti o affilati. Assolutamente no: utilizzate filo interdentale e se non riuscite a risolvere il problema rivolgetevi al dentista.

Stomatite o piaghe in bocca: le stomatiti sono piccole piaghe all’interno della guancia, sulle gengive o sulla lingua; possono essere causate da uno spazzolamento energico o da un morso alla guancia, da cibi troppo caldi e da irritazioni da dentiere o da apparecchi ortodontici, su cui è possibile applicare della cera per renderne le superfici meno taglienti.

Dente scheggiato: se non avete dolore e la scheggiatura è così piccola da non avvertirlo nemmeno durante l’assunzione di cibi caldi o freddi è vostra scelta se e quando far riparare il dente; a seconda di quanto è grande la scheggiatura il dente può venire lisciato o corretto esteriormente. In alternativa si può ricorrere a vernici apposite, capsule o otturazioni: rivolgetevi al dentista per la soluzione che fa al caso vostro.

Dente crepato: deve essere al più presto riparato, per prevenirne la completa rottura. A volte una terapia canalare o addirittura l’estrazione del dente potrebbe rendersi necessaria. Attenzione perché non sempre le crepe sono visibili, quindi dolore durante la masticazione e sensibilità a cibi freddi o caldi e all’aria sono i sintomi più comuni.

Dente rotto: pulite delicatamente il pezzetto rotto, se lo trovate, e i residui di cibo dall’area danneggiata; fate un impacco freddo sull’area del viso colpita e recatevi dal dentista.

Dente avulso: se possibile recuperatelo, soprattutto se si tratta di un dente permanente! Perché sia possibile reimpiantarlo il dente deve essere rimesso al suo posto entro breve tempo. Le cellule sulla radice muoiono velocemente; se possibile sciacquate il dente con l’acqua e rimettetelo in bocca dov’era posizionato prima, recatevi velocemente dal dentista; il dente dovrebbe esser raccolto toccandolo dalla corona e non dalla radice e non deve essere asciugato. Se il reimpianto avviene entro i primi 30 minuti ci sono buone probabilità; oltre le due ore dalla caduta invece è molto difficile che il reimpianto abbia esito positivo. In alternativa mettetelo in un contenitore con acqua salata, oppure latte o saliva del paziente e recatevi immediatamente dal dentista. Dopo averlo reimpiantato il dentista lo bloccherà in sede ed è possibile debba effettuare una terapia canalare. I denti persi devono essere sostituiti abbastanza velocemente, per evitare lo spostamento dei denti rimanenti e per evitare problemi nella masticazione e nella fonazione.

Morso al labbro o alla lingua: comprimete energicamente l’area sanguinante direttamente con una garza sterile, se l’avete, per circa 20 minuti e applicate ghiaccio; pulite l’area colpita da eventuali residui di sporco se riuscite; se l’emorragia persiste recatevi in pronto soccorso .

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