Cura di seconda classe ortodontica: il caso iniziale.

Questo caso si è presentato alla mia attenzione inviato da un collega odontoiatra di Parma nel 2007. Si trattava di una ragazza adolescente affetta da una gravissima malocclusione di seconda classe divisione I.

Il mento era estremamente arretrato nel contesto del viso e la ragazza non poteva di conseguenza essere trattata con estrazioni all’arcata superiore e arretramento degli incisivi superiori, come le era stato proposto in precedenza da altro ortodontista.

Questa soluzione infatti avrebbe lasciato inalterata la posizione iniziale del mento costringendo la dentatura superiore ad arretrare eccessivamente per chiudere la sporgenza dentale. Si sarebbe così creata per la ragazza una faccia appiattita e sgradevole, specialmente in ragione dei più moderni criteri di estetica facciale.

L’estrema protrusione della dentatura superiore impediva inoltre la normale funzione muscolare delle labbra: la paziente era infatti incapace di mantenere sigillate le labbra se non sotto sforzo (incompetenza labiale) e il labbro inferiore era sempre interposto al di dietro degli incisivi superiori. Questo atteggiamento di labbra separate, con l’inferiore interposto dietro gli incisivi, provocava inoltre secchezza del cavo orale con rischio di carie e infiammazione delle gengive nonché progressivo peggioramento della sporgenza stessa.

La cura ortognatodontica, durata 25 mesi, ha permesso la completa chiusura della sporgenza dentale accompagnata dalla presenza di un perfetto combaciamento sia della dentatura anteriore che di quella laterale, un’occlusione ideale quindi.

Cura di seconda classe ortodontica: il caso concluso.

Il perfetto combaciamento della dentatura rappresenta uno dei fattori fondamentali per evitare recidive a distanza. Un corretto ingranaggio dei denti infatti contribuisce all’auto-mantenimento delle relazioni reciproche di masticazione tra le due arcate. La correzione in questo caso è avvenuta non solo tramite l’arretramento dei denti superiori ma anche tramite l’avanzamento della mandibola (chirurgia a cura del Prof. E. Sesenna, Università di Parma).

A livello estetico si può notare il ripristino dell’armonico gioco di curve che caratterizza la forma delle labbra e del mento della giovane paziente. Si può notare inoltre la presenza della normale chiusura a riposo delle labbra, garanzia che la sporgenza superiore non potrà in futuro più ripresentarsi.

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