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Tag: malocclusione dentale

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Soluzione di un caso ortodontico – 4

Questo è il quarto caso ortodontico esemplificativo, scelto tra gli oltre 7.000 che il professor Alberto Di Blasio ha risolto negli anni.

La soluzione di questo caso ha richiesto 22 mesi di trattamento.

L’età della paziente all’inizio del caso era di 13 anni.

Il problema riscontrato era costituito da una malocclusione di classe II con ritenzione palatina dei canini superiori.

Questo il risultato finale: eccellente armonia del sorriso, occlusione perfetta e recupero dei canini inclusi.

Sono le belle soddisfazioni di chi è medico!

professor Alberto Di Blasio

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Soluzione di un caso ortodontico – 3

Questo è il terzo caso ortodontico esemplificativo scelto tra gli oltre 7.000 che il professor Alberto Di Blasio ha risolto negli anni.

I casi ortodontici possono essere complessi o no, ma tutti necessitano di accuratezza, quando l’obiettivo è il caldo sorriso del paziente.

caso ideale 3

L’età della paziente all’inizio del caso era di 14 anni.

Il problema riscontrato era costituito da una seconda classe piuttosto accentuata con difetto mandibolare anteriore.

La cura è durata 21 mesi e ha portato ad un eccellente combaciamento delle arcate e ad un’ottima estetica del sorriso

Questo il risultato finale.

caso ideale 3 denti

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Soluzione di un caso ortodontico – 1

Questo è un caso esemplificativo scelto tra gli oltre 7.000 che il professor Alberto Di Blasio ha risolto negli anni.

Non è stato un caso particolarmente complesso, perlomeno rispetto agli interventi critici che puoi visualizzare nei post di questo sito, ma è stato di ampia soddisfazione per la giovane perché ha risolto perfettamente ogni suo disagio funzionale ed estetico.

L’ortodonzia manifesta la sua efficacia nel tempo, il paziente deve fidarsi dello specialista in ortodonzia molto prima di vederne i risultati. Poi sorride!

caso ideale 1L’età della paziente all’inizio del caso era di 13 anni.

Il problema riscontrato era costituito da una malocclusione di classe I con affollamento ed irregolarità della dentatura.

La cura è durata 21 mesi

Questo il risultato finale che dimostra come l’ortodonzia possa ben equilibrare estetica e funzione.

caso ideale 1 denti

La parte chirurgica è a cura del Prof. E. Sesenna, Università di Parma

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Caso ortodontico del 1984

Questo è un caso ortodontico del 1984.

Le foto si riferiscono al primo paziente che ho trattato nella mia attività professionale, una cura iniziata nel 1984, più di trent’anni fa.

Da allora la tecnica operativa è ovviamente cambiata tantissimo -anche se quella applicata allora era al tempo molto innovativa- tuttavia i concetti biologici di rispetto dell’occlusione ideale e dell’obiettivo estetico globale non sono affatto mutati.

Anzi oggi lo specialista non viene più definito ortodonzista ma ortognatodontista, perché si è ben compreso come l’intervento non debba solo riguardare i denti ma eseguire una diagnosi globale anche sui muscoli e la struttura ossea.

Con gioia e soddisfazione dopo 30 anni dalla fine della cura ho scattato la foto sorridente di questa paziente ovviamente “speciale”.

Il caso clinico consisteva in una malocclusione di seconda classe quindi con affollamento dei denti e la terapia è durata circa 24 mesi, nei tempi previsti.

Il caso, oggetto di visite di contro anche negli anni a seguire si è concluso secondo le aspettative: sia dal punto di vista funzionale sia estetico.

Ancora adesso a distanza di vari decenni la bocca è visibilmente bella e funzionale ed il sorriso davvero luminoso.

la mia prima paziente denti

La foto è stata scattata dopo 30 anni dall’inizio del caso, durante la prima visita di analisi che ho effettuato per la giovane figlia della paziente.

In seguito ho terminato anche il trattamento alla figlia della signora, con la legittima soddisfazione di sapere che un paziente è talmente soddisfatto del tuo operato da affidarti anche la salute del figlio.

Una scelta genitoriale a cui sono fortunatamente abituato, ma che è sempre assai gratificante per l’etica medica che mi guida.

professor Alberto Di Blasio

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Seconda classe: soluzione caso di alta gravità

Cura di seconda classe ortodontica: il caso iniziale.

Questo caso si è presentato alla mia attenzione inviato da un collega odontoiatra di Parma nel 2007. Si trattava di una ragazza adolescente affetta da una gravissima malocclusione di seconda classe divisione I.

Il mento era estremamente arretrato nel contesto del viso e la ragazza non poteva di conseguenza essere trattata con estrazioni all’arcata superiore e arretramento degli incisivi superiori, come le era stato proposto in precedenza da altro ortodontista.

Questa soluzione infatti avrebbe lasciato inalterata la posizione iniziale del mento costringendo la dentatura superiore ad arretrare eccessivamente per chiudere la sporgenza dentale. Si sarebbe così creata per la ragazza una faccia appiattita e sgradevole, specialmente in ragione dei più moderni criteri di estetica facciale.

L’estrema protrusione della dentatura superiore impediva inoltre la normale funzione muscolare delle labbra: la paziente era infatti incapace di mantenere sigillate le labbra se non sotto sforzo (incompetenza labiale) e il labbro inferiore era sempre interposto al di dietro degli incisivi superiori. Questo atteggiamento di labbra separate, con l’inferiore interposto dietro gli incisivi, provocava inoltre secchezza del cavo orale con rischio di carie e infiammazione delle gengive nonché progressivo peggioramento della sporgenza stessa.

La cura ortognatodontica, durata 25 mesi, ha permesso la completa chiusura della sporgenza dentale accompagnata dalla presenza di un perfetto combaciamento sia della dentatura anteriore che di quella laterale, un’occlusione ideale quindi.

Cura di seconda classe ortodontica: il caso concluso.

Il perfetto combaciamento della dentatura rappresenta uno dei fattori fondamentali per evitare recidive a distanza. Un corretto ingranaggio dei denti infatti contribuisce all’auto-mantenimento delle relazioni reciproche di masticazione tra le due arcate. La correzione in questo caso è avvenuta non solo tramite l’arretramento dei denti superiori ma anche tramite l’avanzamento della mandibola (chirurgia a cura del Prof. E. Sesenna, Università di Parma).

A livello estetico si può notare il ripristino dell’armonico gioco di curve che caratterizza la forma delle labbra e del mento della giovane paziente. Si può notare inoltre la presenza della normale chiusura a riposo delle labbra, garanzia che la sporgenza superiore non potrà in futuro più ripresentarsi.

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Terza classe: soluzione caso di media gravità

Cura di terza classe ortodontica : il caso iniziale.

Questa paziente, indirizzata per consulto da un collega del nord Italia nel 2009, presentava una malocclusione di classe III. In questo caso il problema iniziale era esattamente l’opposto di quello precedente: il mento si presentava eccessivamente sporgente nel contesto del profilo e il mascellare superiore, al contrario, carente e appiattito.

In questi casi, poiché una mandibola forte è caratteristica del volto maschile e non di quello femminile, il viso appare eccessivamente aggressivo e mascolino. A livello della dentatura si notava una malocclusione ancor più grave di quanto ci si sarebbe potuto aspettare dall’aspetto del viso.

Tutti i denti superiori chiudevano infatti all’interno degli inferiori, sia anteriormente che lateralmente (morso incrociato anteriore e laterale). Questo tipo di masticazione è profondamente alterato e comporta spesso un grave disagio della persona ad una corretta alimentazione. La dentatura superiore si presentava anche affollata con mancanza di spazio per i canini, specialmente per il sinistro. Anche questo canino sporgente era percepito dalla ragazza come molto sgradevole nel sorriso provocandole un importante disagio psicologico.

Cura di terza classe ortodontica: il caso concluso.

La cura ortognatodontica è durata 23 mesi ed è stata eseguita con un apparecchio fisso ad entrambe le arcate in preparazione ad un intervento chirurgico per  la correzione della forma mandibolare e mascellare (chirurgia a cura del Prof. E. Sesenna, Università di Parma). Si può notare anche in questo caso il perfetto combaciamento sia della dentatura anteriore che di quella laterale (link a “occlusione ideale”). Anche in questo caso si deve ricordare che il perfetto combaciamento della dentatura rappresenta uno dei fattori fondamentali per evitare recidive a distanza.

Alla fine della cura, il viso della ragazza è molto equilibrato ed aggraziato. L’aspetto aggressivo del volto si è addolcito e femminilizzato e si è perduta l’impressione di eccessiva larghezza della faccia. La paziente a fine cura ha quindi centrato brillantemente tutti i suoi obiettivi: migliore masticazione, sorriso regolare e gradevole, armonizzazione dell’estetica del volto, il tutto con un’ottima stabilità nel tempo.

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Seconda classe: soluzione caso di elevata gravità

Cura di seconda classe ortodontica: il caso iniziale.

Come spesso accade nei casi molto complicati, anche questa paziente mi è stata indirizzata per consulto da un collega del nord Italia. In questo caso si trattava di una gravissima malocclusione di classe II divisione I.

Si trattava di una giovane adulta il cui mento era estremamente arretrato nel contesto del viso. In questo caso l’alterazione dell’estetica del profilo era particolarmente profonda e la motivazione estetica molto sentita dalla paziente. Anche in questo caso l’estrema protrusione della dentatura superiore impediva inoltre la normale funzione muscolare delle labbra: la paziente era infatti incapace di mantenere sigillate le labbra (incompetenza labiale) e il labbro inferiore era sempre interposto al di dietro degli incisivi superiori. Come già detto nel primo caso, questo atteggiamento di labbra separate, con l’inferiore interposto dietro gli incisivi, provoca secchezza del cavo orale con rischio di carie e infiammazione delle gengive nonché progressivo peggioramento della sporgenza stessa.

Cura di seconda classe ortodontica: il caso concluso.

In questo caso la durata complessiva della cura è stata di poco superiore alla media, sviluppandosi in 26 mesi. Il trattamento ha comportato l’estrazione dei primi premolari all’arcata superiore ed inferiore, nonché un intervento correttivo sulla forma della faccia (chirurgia a cura del Prof. E. Sesenna, Università di Parma).

Anche in questo caso si può notare il perfetto combaciamento sia della dentatura anteriore che di quella laterale.

L’estrazione dei premolari non ha comportato la presenza di alcuno spazio residuo, le arcate sono perfette nella forma e nel combaciamento reciproco. Infatti i concetti occlusali non sono per nulla modificati: ancora una volta le linee mediane sono centrate tra loro e i canini superiori occludono tra canino e primo premolare inferiore. Questo combaciamento rappresenta uno dei fattori fondamentali per evitare recidive a distanza.

A livello estetico si può notare il ripristino dell’armonico gioco di curve che caratterizza la forma delle labbra e del mento della giovane paziente. Si può notare inoltre la presenza della normale chiusura a riposo delle labbra, garanzia che la sporgenza superiore non potrà in futuro più ripresentarsi.

Forse è superfluo dire che la paziente è rimasta pienamente soddisfatta dalla cura ma questo è uno di quei casi in cui la soddisfazione del medico è veramente ampia.

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La malocclusione dentale: come risolverla

La definizione di malocclusione dentale risale ai primissimi anni del 1900 quando si incominciarono a definire i criteri di una corretta occlusione e del suo opposto.

Sinteticamente si definisce malocclusione dentale una errata chiusura delle arcate dentali, che ha negative conseguenze sia sulla corretta masticazione sia sull’estetica del viso.

La malocclusione si ha infatti quando vi è assenza di criteri ormai ben noti sintetizzabili in due tipi si scorretta masticazione:

2^ classe  – in cui il paziente ha l’arcata superiore troppo avanzata o l’arcata mandibolare – inferiore – troppo retratta rispetto ad una chiusura corretta.

3^ classe –  in cui il paziente ha l’arcata mandibolare troppo avanzata rispetto a quella superiore

Spesso una malocclusione è accompagnata anche da una scadente estetica della dentatura, ma non sempre è così. A volte una malocclusione è accompagnata invece da un’estetica della dentatura apparentemente normale.

Questi sono i casi più insidiosi perché i genitori del paziente (o la persona stessa), potrebbero non accorgersi di nulla e quindi trascurare la terapia. È bene quindi portare i vostri ragazzi – già nel periodo della scuola primaria – ad una visita.

Sempre, non solo in presenza di evidenti disarmonie estetiche della sola dentatura.

Sarà poi lo specialista ortognatodontista a consigliarvi se procedere o meno ad approfondimenti ed eventuali cure.

Raramente, nei casi più complessi, al trattamento ortodontico deve venire abbinato anche quello chirurgico: il professor Alberto di Blasio è tra i migliori specialisti nazionali in materia, docente universitario ed autore di 5 libri -alcuni utilizzati come testi universitari- e oltre 90 pubblicazioni.

Chiamaci per una visita di controllo a tua figlio. Sarai un genitore più sereno.

Nel Centro Medico Di Blasio è sempre e solo il professor Alberto a visitare i pazienti ortodontici ed eseguire la diagnosi.

Il professore segue inoltre sempre in prima persona ogni aspetto della eventuale cura, controlli inclusi.

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